Torta di rose rigenerante

Mercoledì mi sono presa un pomeriggio tutto per me, della serie: 1) nuovo taglio di capelli (è sempre molto terapeutico, in realtà già nel fissare l’appuntamento inizio a rilasciare endorfine). 2) Passaggio in libreria con conseguente estraniamento dalla vita reale. 3) Gran giro con la macchina di prova (quanto mi piace guidare con la musica a palla). 3) Rientro a casa con tisana ai frutti di bosco (regalo della mammetta) e lettura dei nuovi acquisti con SROTOLAMENTO della torta di/alle rose che avevo preparato. Si si, perché io la srotolo non la addento! ;p

 Lo  so, è una bomba calorica e si addice poco a questo periodo dell’anno dove tutti hanno la coda di paglia rispetto agli sgarri culinari delle feste… sono sempre stata una ragazza trasgressiva e non voglio rovinarmi questa reputazione succhiando per tutto il giorno un gambo di sedano! Giammai!

 La torta di/alle rose fa parte di quelle torte che mi accompagnano da una vita, libidinosa appena sfornata, ottima riscaldata.

 In realtà l’impasto assomiglia molto a quello di alcuni dolci diffusi in tutta l’Europa centrale come la Rosenkuchen tedesca o alcune trecce farcite. Come sempre, nelle ricette della tradizione, non c’è UNA ricetta ma è la somma delle esperienze e dei gusti personali di chi la cucina ecco qui la mia.

Ingredienti: ( per 9 persone)

Per la torta

  •  375 gr di farina (più quella per stenderla sulla spianatoia)
  • 150 gr di zucchero
  • 75 gr di burro ammorbidito
  • 2 uova
  • 50 gr di lievito di birra ( 2 panetti)
  • 2 dl di latte
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • sale

 Per la farcia

  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero

Sciogliete il lievito nel latte tiepido con un cucchiaio di zucchero.

Setacciate la farina e impastatela con il lievito fino a quando non otterrete una pasta liscia.

Formate un panetto, copritelo con uno strofinaccio inumidito e fatelo lievitare per circa mezz’ora lontano da correnti.

Trascorso questo tempo riprendete il panetto e ricominciate a lavorarlo aggiungendo il burro tagliato a pezzetti, lo zucchero rimasto, l’olio, le uova leggermente sbattute e un pizzico di sale.

Quando gli ingredienti saranno tutti amalgamati stendete l’impasto in una sfoglia rettangolare alta circa mezzo centimetro.

Preparate la farcia lavorando il burro e lo zucchero fino a quando non diventeranno spumosi, quindi spalmatela sull’impasto e arrotolatelo.

Tagliate il rotolo in circa 9 pezzi e disponeteli “in piedi” in uno stampo a cerniera, precedentemente imburrato, distanziandoli qualche centimetro l’uno dall’altro. Coprite con lo strofinaccio e fate lievitare per due ore.

Scaldate il forno a 170° C  e infornate per circa mezz’ora.

Lasciate intiepidire prima di servire.

Si può avvolgere nella pellicola quando si è completamente raffreddata, in questo modo si conserva per un paio di giorni, basta un passaggio in forno per qualche minuto e potrete gustarla anche nei giorni successivi!

Brownies al cioccolato e ricordi di Galway

Credo di aver preso più treni in questi mesi che negli ultimi 29 anni.  Ho comprato una nuova valigia, diligentemente svuotata e riposta le prime settimane ad ogni rientro, adesso definitivamente stazionante sul pavimento del guardaroba. Ho conosciuto molte persone e compreso maggiormente  altre che conoscevo già. Mi sono entusiasmata e appassionata, ho sorriso e pianto.

Ho ripensato al mio viaggio in Irlanda, quello che ha segnato il passaggio dall’età della fanciullezza  a quella adulta, il primo senza mamma e papà, forse perché il mio peregrinare per l’Italia degli ultimi mesi mi ha ricordato l’entusiasmo e la gioia con cui avevo affrontato all’epoca quella sfida. Tutto era una novità, una scoperta e tutto mi sembrava fantastico e possibile. Sono passati sedici anni e ringraziando Dio le sensazioni sono le stesse anche se più consapevoli.

Sulla mia playlist natalizia ho questa canzone, “Fairytale of New York, cantata dai Pogues e Kirsty Mac Coll , anima irlandese trapiantata in America.

 Quelle sensazioni e quei pensieri, che collegano il presente al passato,  il tutto supportato da questa, assolutamente inusuale, ma proprio per questo affascinante canzone di Natale, hanno reso interessante questo dolce dall’anima “disillusa”.

Il ricordo di Galway nel testo richiama il whiskey fuso con i più tipici brownies newyorkesi. Il whiskey a mio parere aggiunge anche quel tocco di “stonatura” con l’atmosfera natalizia del brownie, scostamento che nella canzone si avverte tra la musica dolce e il testo più malinconico e crudo. Consiglio caldamente l’irish whiskey, più dolce e morbido rispetto ai whisky scozzesi. Se preferite il gusto torbato consiglio di utilizzare il whiskey “Connemara” (tra l’altro della regione di Galway)”.

Brownies al cioccolato e ricordi di Galway

  • 1 cucchiaio da tavola di caffè istantaneo
  • 250g di burro spezzettato
  • 125 ml whiskey irlandese (il whisky è quello scozzese)
  • 125 ml di acqua
  • 200 g di cioccolato fondente tritato
  • 375g di zucchero semolato
  • 245 gr di farina
  • ½  bustina di lievito per dolci
  • 40 gr di cacao in polvere non zuccherato
  • 2 uova

Preriscaldare il forno a 160° C. Foderare una teglia da forno (dimensioni 30×15 cm).

Scaldare in un pentolino l’acqua con il whiskey, toglierlo dal fuoco, aggiungere il caffè solubile, il burro, il cioccolato e sciogliere il tutto a bagnomaria. Lasciare che il composto si intiepidisca.

Sbattere le uova con lo zucchero fino a quando non diventeranno spumose.

In una ciotola capiente, setacciare la farina, il cacao, il lievito, aggiungere gli ingredienti sciolti a bagnomaria e infine le uova sbattute, mescolare fino a quando il composto non diventa omogeneo.

Versare  nello stampo e cuocere per 1 ora e 15 minuti.

Lasciare raffreddare nello stampo per 20 minuti dopo i quali si potrà traferire il nostro brownies nel piatto e tagliarlo in tanti cubetti.

Torta al cioccolato e lamponi

Tra pochi giorni è il mio compleanno. Questo è stato un anno di grandissimi cambiamenti, di gioie e speranze, ma per arrivare ad essere così felice ho dovuto affrontare un percorso doloroso sia fisicamente che interiormente.

Un anno di lotte e sfinimenti e molte volte pensavo di essere troppo stanca per potercela fare. Le forze, quando stai male, le devi trovare per le persone che ti vogliono bene e che sperano per te un futuro migliore dopo anni di patimenti.

Il mio ultimo anno è stato un anno di malattia, di visite con i medici, di antidolorifici, di visite con i chirurghi, di dolori strazianti e di pianti chiusa nel bagno, con la speranza che chi stava fuori non potesse sentirmi.

Ora sto benone, e non riesco a capire come facessi a vivere prima dell’intervento chirurgico di gennaio nel quale mi hanno portato via una parte di me.

Ho ancora un po’ di problemi , perché la malattia continua ad esserci, sta li subdola ad aspettare una mia leggera distrazione per tornare a farsi sentire, ma io non mi faccio fregare, la conosco, conosco i metodi subdoli con cui continua a lavorare su di me e adesso conosco i segnali d’allarme che il mio fisico mi lancia. Ogni tanto penso a come la mia esistenza sarebbe stata senza di lei, certe volte penso che sia talmente parte della mia vita che se non ci fosse stata io non sarei la persona che sono adesso! Sembra assurdo, ma è così. Mi ha attaccata in un’età dove ero troppo piccola per capire cosa stava succedendo e per imparare a gestirla, influenzando tutto e tutti quelli che mi circondavano.

Tutto questo per dire che la nostra testa è la nostra forza, non importa se il tuo fisico è dilaniato da malattia e stanchezza : se vuoi per te una vita migliore e non demordi i momenti di serenità arrivano e quando questo momenti arrivano verrai travolta dalla felicità come mai prima.

A gennaio pesavo 38 kg ora sono 59,9 kg alla faccia di tutto e di tutti quelli che pensavano che non ce l’avrei fatta e avevano il dubbio che io in questo malessere ci sguazzassi( ci sono anche stronzi di questo tipo, non ci crederete ma vi assicuro che esistono).

Questa battaglia l’ho vinta io e adesso non ho intenzione di farmi fermare.

Grazie a Zeno per le notti in ospedale passate a farmi sentire che tu eri lì con me , grazie alla mia mamma che cammina al mio fianco in questa avventura da più di 12 anni, siete i miei due angeli, grazie alla mia sorellina Vittoria che quando mi vedeva in crisi mi ricopriva di regali e mi aiutava quando cercavo di capire come vestirmi,visto che tutto quello che avevo da mettermi era da buttare nel cestino, grazie agli zii che nonostante i loro 2 figli mi hanno messa nel mucchietto delle LORO preoccupazioni, nonostante ne avessero già in esubero.

Grazie all’orso LAVANDINO ;)

Bon, ora vi sparo la ricetta della torta, vi dico subito che E’ IMPOSSIBILE CHE NON VI PIACCIA, IMPOSSIBILE.

Grazie per aver letto questo post un po’ più intimo degli altri e vi aspetto tutti il 10 settembre a casa mia per festeggiare!!!! Scherzo.

Besitos

INGREDIENTI: ( per una tortiera piccina 18 cm di diametro però bella alta)

Per la torta

  • 250 gr cioccolato fondente (60-65 %)
  • 70 gr farina
  • 4 uova
  • 220 gr zucchero
  • 250 gr burro
  • 100 gr + quelli per decorare lamponi

Per la glassa

  • 125 ml di panna fresca
  • 250 gr cioccolato fondente (60-65 %)

Per la torta:

Preriscaldate il forno a 180 °C.

Spezzettate il cioccolato a pezzi grossi e fatelo fondere a bagnomaria.

Aspettate che si raffreddi un paio di minuti e intanto imburrate e infarinate una tortiera a cerniera.

In una ciottola mescolate il cioccolto tiepido, lo zucchero, il burro, le uova, la farina.

Lavate e asciugate bene i lamponi.

Versate metà dell’impasto nella tortiera, mettete i lamponi (state attenti a stare un po’ lontani dal bordo perchè in cottura si sfalderanno diventando una cremina  e quindi rischiate che quando aprirete la cerniera vi escano tutti da tutti i lati. Basta lasciare un margine di 1 cm) tenendo da parte alcuni per decorare e  aggiungete l’impasto rimanente.

Cuocete per 40 minuti se avete il forno normale, 50 se avete quelli grandi.

Per la glassa o la creme ganache( che fa figo):

Tagliate a pezzetti il cioccolato

Scaldare la panna e spegnere appena accenna a bollire, toglietela dal fuoco e aggiungete il cioccolato tagliato. Mescolate fino a quando diventa una crema omogenea.

Aspettare che si intiepidisca.

Quando la torta sarà cotta aspettate che sia tiepida e togliete la cerniera, (io lascio la parte sotto della tortiera perchè la prima volta ho provato a metterla su un piatto e si è sfracellata) fate colare la ganache su tutta la torta facendola scendere bene alche sui bordi. Mettetela in frigo fino a quando non la porterete a tavola e all’ultimo aggiungete i lamponi come decoro.

Ah subito  prima di pubblicare questo articoletto mi sono chiesta che differenza c’è tra  i termini CIOCCOLATO e CIOCCOLATA se anche voi vi fate di questi sofismi cliccate qui, mi sembra esaustivo.